La rosa dei venti è un diagramma che indica la direzione dei venti e la prevalenza di ciascuno di essi in determinate regioni.

La rosa dei venti è generalmente rappresentata sulle bussole, negli strumenti nautici e in quelli topografici. Le principali direzioni dei venti nel Mediterraneo sono otto e li vediamo di seguito…

Rosa dei venti

Tramontana nella rosa dei venti

Il vento di Tramontana è il nome usato in vari paesi europei per indicare un vento freddo proveniente da nord. E talvolta per indicare il punto cardinale di provenienza. Nell’antica Grecia il vento del nord veniva chiamato Aparctias o Boréas. Da non confondersi con la bora (che proviene da nord-nordest e nota in Italia perché particolarmente frequente a Trieste dove spira con violenza prevalentemente allo sbocco delle valli. Soprattutto in inverno causa repentini e considerevoli cali di temperatura. Ha una genesi in parte molto simile alla tramontana. In Italia è indicato come un fenomeno della Liguria, dove è un tipico vento conosciuto da secoli. Ha il minimo barico nel mar Ligure tra Genova e la Corsica che richiama forti venti.

 

Grecale nella rosa dei venti

Il grecale o greco è un vento mediterraneo che soffia da nord-est. Soffia con particolare frequenza soprattutto sulle regioni del Mediterraneo centrale e su quelle adriatiche. Il vento è così denominato dall’isola di Zante, punto di riferimento della rosa dei venti. Soffia da nord-est in corrispondenza della Grecia. Per Dante il grecale era il vento schiavo. Per i veneziani che al di là dal mare avevano la Schiavonia o Slavonia. Regione geografica e storica della Croazia orientale. Il vento di grecale può essere associato a tempo perturbato anche lungo le regioni del versante tirrenico e sulla Pianura padana. Quando si forma un minimo depressionario in quota sui mari a ovest della penisola italiana. Ed un minimo al suolo tra l’Adriatico e lo Ionio. Il grecale delle volte migliora il tempo, ma a volte lo peggiora.

Levante

Il vento di Levante è il vento che soffia da est a ovest. La sua influenza in Italia si fa sentire sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell’Adriatico. Quando il vento si origina nel centro del Mediterraneo al largo delle Isole Baleari, soffia verso Ovest. Raggiunge la sua massima intensità attraverso lo Stretto di Gibilterra. È un vento fresco e umido, portatore di nebbia e precipitazioni. E’ riconosciuto come causa di particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca di Gibilterra, dove può provocare mare agitato e trombe marine. Esso può manifestarsi in qualunque stagione dell’anno, ma soffia molto spesso fra luglio e ottobre. D’inverno, il levante è spesso accompagnato da piogge forti. Può essere chiamato anche euro, vento che gli antichi scambiavano con il libeccio (sud-ovest)-scirocco (sud-est).

Scirocco

Lo scirocco è un vento caldo proveniente da sud-est. Prende il nome dalla Siria, la direzione da cui spira il vento, prendendo come riferimento l’Isola di Zante nel Mar Ionio. Questo vento contiene più umidità ed assume il nome di marin.  Questo vento soffia di frequente in primavera ed autunno. Raggiunge il massimo nei mesi di marzo e novembre. Di solito soffia a terzine di tre giorni in tre giorni. Raramente soffia un giorno solo. Alla fine delle giornate di scirocco subentra solitamente una giornata di vento intenso da quadrante settentrionale. Nasce da masse d’aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mar Mediterraneo. L’aria calda e secca si mischia con quella umida del movimento ciclonico presente sul mare. Il movimento in senso orario spinge questa massa d’aria sulle coste delle regioni del sud Europa.

Ostro

Ostro o austro è il nome del vento che spira da sud ed è anche detto vento di Mezzogiorno. Il vento è conosciuto anche col nome di noto dall’omonimo personaggio della mitologia greca. Noto figlio di Astreo e di Eos. L’ostro è un vento caldo e umido portatore di piogge. I suoi effetti sul clima italiano determinano il richiamo di aria calda da sud. Il vento è generalmente secco se associato all’espansione dell’anticiclone subtropicale africano verso nord. In tal caso è apportatore di onde di calore che possono essere anche durature. Gli effetti maggiori si hanno ove tende a favonizzarsi. Il vento può soffiare anche come vento prefrontale, prima del passaggio di un’area di bassa pressione. In questo caso la sensibile risalita delle temperature può considerarsi soltanto effimera e temporanea, pur potendo essere associata ad elevati tassi di umidità.

Libeccio

E’ un vento che spira da Sud-ovest, anche detto garbino (sul litoraledi Veneto, Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Gargano). Durante la stagione estiva, il vento di libeccio soffia generalmente come brezza di mare lungo le coste occidentali della penisola italiana. E come brezza di terra lungo quelle orientali, in condizioni di stabilità atmosferica. Nell’Italia meridionale è conosciuto per il calore che porta con sé, ma soprattutto la polvere, proveniente dal deserto del Sahara. Nella stagione estiva e, in misura nettamente minore anche nelle altre stagioni, il vento può favonizzarsi lungo il versante adriatico e sullo Ionio. Oltre che sulle coste orientali della Sardegna e su quelle settentrionali della Sicilia. Le configurazioni di tali situazioni presentano strutture di alta pressione a sud e a est della penisola italiana e centri di bassa pressione  a nord-ovest della penisola.

Ponente

Detto anche zefiro o espero, è un vento del Mar Mediterraneo che spira da ovest. Il vento di ponente soffia generalmente come brezza marina durante la stagione estiva. Soffia lungo le coste della Maremma grossetana, del Lazio, e delle coste tirreniche in genere. Si inoltra in modo più o meno deciso anche nel corrispondente entroterra. Svolge un’azione alquanto mitigatrice sulla calura, pur tendendo ad elevare moderatamente i tassi di umidità per la provenienza dal mare. In autunno e inverno soffia in maniera moderata o forte durante il passaggio di una perturbazione in transito da ovest verso est, sulle coste di Toscana, Lazio, Campania e Calabria. La sua presenza però indica il finire della perturbazione e quindi l’arrivo del bel tempo. Provenendo sempre dal mare le temperature anche in inverno risultano essere sempre molto miti.

Maestrale

Il maestrale è il vento che spira da nord-ovest. Vi sono due possibili etimologie di questo nome. Quella romana di collocare la rosa dei venti al centro del Mediterraneo. E quella medievale che la posiziona sull’isola di Zante in Grecia. Questo vento si ha quando correnti di aria polare o artica irrompono nel Mar Mediterraneo occidentale dalle coste della Provenza. Le masse d’aria provenienti da Nord, scavalcando il Massiccio Centrale francese. Si incanalano lungo la valle del Rodano, dove vengono molto accelerate dalla rapida discesa sui versanti sottovento. I periodi con venti di Maestrale hanno una durata molto variabile. Da meno di 24 ore a fino 4-5 giorni di seguito. Questi lunghi periodi ventosi portano spesso i mari alla tempesta, con violente mareggiate sulle coste occidentali e settentrionali della Sardegna e tirreniche della Calabria e della Sicilia.

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